Alcuni miracoli attribuiti a Padre Pio

Fratelli, ecco alcune testimonianze di eventi prodigiosi attribuiti a Padre Pio o per sua intercessione:

1) Una signora raccontava: “Nel 1953 nacque la mia prima bambina che ad un anno e mezzo di età fu salvata da Padre Pio. La mattina del 6 gennaio 1955, mentre ero in chiesa alla Santa Messa, insieme a mio marito, la bambina, che era rimasta a casa con i nonni e uno zio, cadde in una caldaia di acqua bollente. Riportò una scottatura di terzo grado all’addome e nella regione posteriore. Subito supplicai Padre Pio di aiutarci, di salvare la bambina. Il medico, venuto un’ora e mezzo dopo la chiamata consigliò di portarla in ospedale perché temeva che morisse. Non dette pertanto nessun medicamento. Uscito il medico io cominciai ad invocare Padre Pio. Mentre mi stavo preparando per andare in ospedale, era quasi mezzogiorno, la mia bambina che era rimasta sola nella sua cameretta, mi chiamò: “Mamma, la bua non c’è l’ho più”; “chi te l’ha presa?” – chiesi incuriosita. E lei mi rispose: “E’ venuto Padre Pio. Mi ha messo la bua della sua mano sopra la mia”. Nel corpo della bambina, che per il medico era cotta, non c’erano nemmeno le tracce di scottature.

2) I contadini di San Giovanni Rotondo, ricordano con piacere questo avvenimento. Era primavera. I mandorli fioriti promettevano un buon raccolto ma improvvisamente, sopraggiunsero i bruchi. Milioni di voracissimi bruchi che avanzando compatti divoravano foglie e fiori. Non risparmiavano nemmeno la scorza. Dopo due giorni, dopo aver tentato inutilmente di arrestare quel flagello, i proprietari, per molti dei quali le mandorle erano l’unica risorsa economica – ne parlarono a Padre Pio. Questi, dalla finestra del convento che si affaccia sulle piantagioni, osservò un po’ i mandorli semi sepolti da quel brulicare quindi decise di benedirli. Rivestita la cotta e la stola, cominciò a pregare. Terminate le preghiere prese l’aspersorio dell’acqua benedetta e tracciò nell’aria, in direzione dei mandorleti, un gran segno di croce. L’indomani i bruchi erano scomparsi, ma i mandorli nudi come bastoni attestavano la portata del disastro: raccolto interamente perduto. E  invece… E invece, incredibile! Si ebbe un raccolto abbondantissimo, un raccolto come mai si era avuto. Ma come poterono alberi senza fiori dare frutti? Come poterono dare mandorle dei mandorli ridotti a dei semplici pezzi di legno infilati in terra. Gli esperti e studiosi di botanica non hanno mai saputo rispondere.

3) Nell’orto del convento c’erano cipressi, alberi da frutta e qualche pino solitario. All’ombra di essi, d’estate, Padre Pio, nelle ore vespertine, soleva sostare con gli amici e qualche visitatore, per un po’ di refrigerio. Un giorno, mentre il Padre stava conversando con un gruppo di persone, tantissimi uccelli, che stavano sui rami più alti degli alberi, ad un tratto presero ad agitarsi, ad emettere pigolii, gorgheggi, fischi e trilli. Merli, passeri, cardellini ed altre varietà di volatili elevarono una sinfonia canora. Quel canto però infastidì ben presto Padre Pio che, alzati gli occhi al cielo e portando l’indice sulle labbra, intimò il silenzio con un deciso: “Adesso basta!” Gli uccelli, i grilli e le cicale immediatamente fecero il più assoluto silenzio. I presenti rimasero tutti profondamente stupiti. Padre Pio, come San Francesco, aveva parlato agli uccelli.

4) Un signore di  Ascoli Piceno raccontava: “Alla fine degli anni cinquanta venni a San Giovanni Rotondo con mia moglie per confessarmi da Padre Pio. Dopo aver ricevuto consigli e qualche rabbuffo, a sera ero ancora nel corridoio del convento. Padre Pio nel vedermi disse: “Sei ancora qui? ” – “Padre, non mi è partita la topolino” – risposi crucciato. “E che cos’è questa topolino?” – chiese ancora il caro frate. – “Un auto” – aggiunsi. “Andiamola a vedere” – replicò Padre Pio. Quando fummo vicini all’auto, egli m’invitò a partire tranquillo. Viaggiammo tutta la notte e, al mattino, portai a far revisionare l’auto che aveva presentato difetti di accensione. Il meccanico, dopo i suoi accertamenti, disse che l’impianto elettrico era completamente fuori uso e non volle assolutamente credere che, in quello stato, l’auto aveva percorso ben 400 chilometri, da San Giovanni Rotondo ad Ascoli Piceno. Ringraziai mentalmente Padre Pio tra stupore e tanta meraviglia”.

Alcuni miracoli attribuiti a Padre Pioultima modifica: 2014-05-30T21:05:16+00:00da francesco-f1
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