Padre Pio - Testimonianze

L’intercessione di Padre Pio

Fratelli, in genere è attraverso la preghiera che il Padre piega il cuore di Dio ad intervenire a favore dei sofferenti. Qui di seguito vi è una testimonianza:

Angelo Cantarelli di Parma scese a San Giovanni Rotondo in un momento di crisi della sua azienda: voleva parlarne al Santo. E l’avrebbe potuto fare solo in confessionale. Raccolse dall’ambiente quello che si diceva sulla severità di giudizio di quell’eccezionale confessore; seppe che bisognava prepararsi per bene e che il Padre non accettava accuse generiche dei peccati commessi. Cercò di fare massima chiarezza in se stesso su quanto aveva mancato, ma si trovò in difficoltà nel mettere in fila gli errori di una vita intera passata senza accostarsi ai sacramenti. 

Quando si inginocchiò ai piedi di P.Pio, esordì dicendo: “Padre, io sono pieno di peccati, tranne l’omicidio. Però mi pento di tutto e voglio cominciare una vita nuova”. Il Padre ascoltò la sua confessione, fece qualche domanda su alcuni particolari e gli diede l’assoluzione. Il penitente, incredulo di tanta indulgenza, disse al Santo: “Padre, ma mi avete capito?”. Ed il Santo: “Come, non ti ho capito?! E secondo te io ti assolvevo così… senza averti capito?”. 

Fu una vera conversione la sua. Cominciò a frequentare l’Eucarestia tutti i giorni ed a fare tanta carità ai poveri. Divenne figlio spirituale di P.Pio. Scendeva spesso da Parma per portare offerte all’opera del Padre “Casa Sollievo della Sofferenza” di cui era diventato grande benefattore. 

Una volta, dopo essersi trattenuto alcuni giorni con il suo padre spirituale, prese a Foggia il treno per far ritorno a casa, ma durante il viaggio fu colpito da un ictus che lo lasciò paralizzato. Fermato per l’emergenza il rapido su cui aveva preso posto, il paziente fu ricoverato nella clinica “Villa dei Pini” di Civitanova Marche. 

Intanto la notizia giunse a San Giovanni Rotondo, ed il Padre inviò sul posto Enzo Bertani, dell’amministrazione di Casa Sollievo, per portare conforto all’infermo ed ai suoi familiari. Dopo qualche giorno Enzo ritornò a San Giovanni Rotondo e, riferendo al Padre dolore e lamentele dei figli e della sposa dell’infermo circa la “mancata assistenza” del Santo per un figlio così caro, disse: “Padre, dovete ottenere dal Signore la grazia della guarigione. A Parma si lamentano: andava da P.Pio a portare la carità ai malati ed ha avuto la trombosi!”. Era sera. Il Padre ascoltò e, rattristato, non disse nulla. 

Il giorno dopo, al termine della Santa Messa, il Santo pregò Bertani di recarsi di nuovo a Civitanova: “Di’ ai familiari di stare tranquilli, perché ho chiesto al Signore di concedergli ancora dieci anni di vita”. 

Dopo due settimane di degenza, Angelo uscì dal coma profondo e tornò a casa. In breve tempo si ristabilì e riprese la sua attività. Al termine indicato da P.Pio, il Signore lo chiamò nella sua casa. 

L’intercessione di Padre Pioultima modifica: 2013-09-30T20:12:54+00:00da
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